L'evoluzione del digiuno modificato: il Muscle Detox (seconda parte)

Autore: Claudio Tozzi



Il tecnico BIIOSystem-NBBF Giuseppe Di Carlo di Monopoli (Bari) dopo il Muscle Detox
Quello che a livello umano la medicina ufficiale non osa nemmeno sotto tortura tipo Guantanamo, cioè consigliare il digiuno di routine, si sta invece diffondendo nell'allevamento degli animali, senza che questo crei scandalo, anzi diventando addirittura un vanto per gli scienziati, considerati all' avanguardia in queste tecniche. Esempio di questa bizzarra situazione è proprio una ricerca italiana, riportata anche recentemente dal prestigioso “Corriere della Sera” del 29 luglio 2011, guidata dalla biologa marina Dott. Chiara Gambardella, dell' Università di Genova.
Il problema da risolvere era la diversa qualità del pesce di allevamento rispetto a quello selvaggio, visto che il primo contiene meno proteine e omega 3 rispetto al secondo, senza contare l' elevato costo del mangime per l' acquacoltura.

La biologa ha iniziato la sua ricerca studiando un fenomeno biologico, chiamato “crescita compensatoria”, cioè quando i pesci sono sottoposti a uno stress, come appunto il digiuno, riescono a sopravvivere e quando si alimentano di nuovo crescono velocemente, ritrovandosi uguali ai pesci che non hanno avuto alcun stress. Proprio per questo fu attentamente studiato il caso della petroliera Haven, che nel 1991 andò rovinosamente a fuoco proprio nel porto di Genova, che travasò in mare 50.000 tonnellate di petrolio, non riuscendo però ad uccidere i pesci, perchè per salvarsi probabilmente digiunarono; successivamente tutti recuperarono la loro stazza iniziale. Anche sulla base di questo episodio, la Dott. Gambardella ha messo a confronto tre popolazioni di spigole (detti anche branzini): la prima alimentata in maniera regolare, la seconda tenuta a digiuno per 15 giorni e poi rialimentata e la terza a digiuno per 35 giorni.
Il risultato finale (spero a non a sorpresa!) è stato che le spigole digiunatrici secondo gruppo, una volta tornate all' alimentazione normale, risultavano del tutto paragonabili a quelli del primo gruppo, cioè quello aveva sempre mangiato normalmente, senza alcuna alterazione della loro carne.
Nel terzo gruppo di pesci, cioè quelli non avevano mangiato per più di un mese, si presentò invece qualche alterazione. Questi dati indicano che se faccio digiunare i pesci per 15 giorni e poi ridò loro da mangiare, risparmio ovviamente sui mangimi e il prodotto che ottengo è esattamente lo stesso come qualità totale. Non solo, ma la Gambardella è convinta che dopo il digiuno il pesce produca più grassi omega 3 e attualmente è impegnata proprio in questo ulteriore studio, collaborando anche l'Università norvegese di Bodo, dell' Insubria (Varese) ed a Akron (Ohio). So benissimo le obiezioni che vi vengono in mente, tipo che non siamo dei branzini, che non si sanno gli effetti a lungo termine, ecc. Ma questo introduce il cavallo di battaglia dei bronto-para-nutrizionisti-nazional-popolar-statal-dieta-mediterranea-4fettebiscottateconunvelodimarmellatalamattina e cioè dei tanto decantati problemi che il digiuno può provocare al nostro organismo.

La prima considerazione da fare però è questa; se i medici in vita loro non hanno mai visto nessuno a digiuno, come fanno a sapere esattamente se fa veramente male? La loro risposta ufficiale è che, secondo uno studio del 1983, il digiuno fa male al cuore, perchè ridurrebbe la sua massa muscolare. Sono andato a vedere questa ricerca, pubblicato su Annal Internal Medicine nel 1983, condotto da Wadden dell' Università della Pennsylvania, e in realtà dice solo che le diete a bassissime calorie (Very Low Calories Diet o VLCD cioè sotto le 800 calorie giornaliere) o il digiuno, potrebbero avere un effetto sulla riduzione della massa muscolare del cuore, ma non afferma che questo sia irreversibile o, peggio, dannoso per il sistema cardiaco. Tra l' altro, senza temere di essere smentito, da che mondo è mondo, un muscolo (e il cuore lo è mi sembra) quando perde massa per insufficiente apporto alimentare, ritorna di dimensioni assolutamente normali quando l'apporto di cibo ritorna regolare, senza particolari conseguenze.

Tra l' altro leggo e sento dai medici anche la solita ridicola solfa dei danni ai reni provocati dal digiuno, in quanto la massa magra viene convertita in energia, con conseguente sovraccarico epatico, ma in questo studio (cioè quello che impedisce a tutti i nutrizionisti del globo terracqueo di consigliarlo) non ve ne è traccia. Ma la cosa più sorprendente che Wadden non dice affatto che il digiuno modificato (cioè con l' aggiunta di proteine/aminoacidi) fa male al cuore, ma nelle sue conclusione afferma esattamente il contrario: “In contrapposizione alle precedenti diete "proteine liquide" che sono state associate con almeno 60 morti, le diete ipocaloriche a basso contenuto di proteine di qualità superiore appaiono sicure se limitate a 3 mesi o meno sotto attento controllo medico. Prove di questa sicurezza sono fornita dai risultati del monitoraggio Holter (uno strumento portatile in grado di monitorare in maniera continua l'attività elettrica del cuore per 24 o più ore ndr ) e il fatto che nessuno decesso legati all'alimentazione sono stati segnalati in oltre 10 000 casi. Il problema principale da risolvere è il mantenimento delle perdite grande peso raggiunto con queste diete.”

Insomma, per quanto possa sembrare incredibile, la ricerca di riferimento della comunità scientifica mondiale che dovrebbe sconsigliare il digiuno modificato o comunque le VLCD per presunte problematiche cardiache, in realtà afferma che questa pratica è assolutamente sicura. Quando parla delle morti, come è chiaro, si riferisce alle diete liquide anni '70 (abbandonate quindi da più di 30 anni), in cui venivano utilizzate proteine di scarsa qualità, come il collagene idrolizzato. L' unico dubbio che ha è quello che il peso perduto con le VLCD alla fine possa essere recuperato con il tempo, ma è il problema di tutte le diete al mondo e non certo solo del digiuno modificato, anche se con la Paleo Diet sono convinto di aver risolto anche questo ostacolo. Poi, visto che lo studio era del 1983, quindi un po' datato, ho controllato se c' erano degli studi più recenti e ho trovato una meta-analisi (cioè una comparazione di tutte le ricerche su un dato argomento) sulle VLCD, curato sempre dallo stesso autore, Wadden e pubblicato sulla rivista scientifica Obesity (2006- 14, 1283–1293; doi: 10.1038/oby.2006.146).



Sono andato a vedere se più di venti anni di esperienza in più sul digiuno modificato/VLCD poteva aver raccolto maggiori informazioni sugli effetti collaterali. Gli studiosi chiariscono subito che “Nessuno studio ha segnalato eventuali gravi eventi avversi attribuibili alla VLCD.”; tuttaviasono segnalati intolleranza al freddo, perdita di capelli, mal di testa, stanchezza, vertigini, deplezione del volume sanguigno (con anomalie all' elettroliti come il sodio), crampi muscolari e costipazione, ma questi effetti collaterali sono “generalmente di bassa entità, transitori e facilmente gestibili”. Diverso il caso della colelitiasi, cioè dell' aumento della possibilità di avere calcoli biliari riscontrato nel 25% dei soggetti a VLCD, ma come chiariscono subito i ricercatori, sono generalmente asintomatici e comunque si sono sviluppati solo dopo diversi mesi di dieta, cosa che peraltro con il Muscle Detox è impossibile perchè dura solo 5 giorni.
Non solo, ma secondo uno studio italiano del 1998 dell' Università di Chieti, per abbassare a zero le probabilità dello sviluppo di calcoli biliari, basta aggiungere 7-12 grammi di grassi al VLCD-digiuno modificato, perchè probabilmente mantengono un adeguato svuotamento della cistifellea ( un piccolo organo situato vicino al fegato che collabora ai processi della digestione concentrando la bile che verrà riversata nel duodeno dopo il pasto) che potrebbe così controbilanciare il processo di formazione dei calcoli che agiscono durante la perdita di peso.



Conseguentemente mi sento di consigliare un apporto lipidico extra durante il Muscle Detox, consistente in 5 grammi di olio extravergine di oliva e 5 grammi di Omega 3, sia annullare quindi la remota possibilità di formazione di calcoli biliari, sia per mantenere attivi gli enzimi deputati all' ossidazione dei grassi, senza inficiare l' efficacia finale del programma, vista la quantità estremamente limitata. Ma leggendo tutta la meta-analisi dell' Università della Pennsylvania scopro finalmente questi mitologici danni al cuore derivanti dalle VLCD/digiuno e...farmaci! Si, perchè nel 2006 la Direzione generale Salute e tutela dei consumatori dell' Unione europea pubblicò un rapporto in cui si affermava: “non ci sono stati morti documentate attribuibili alle VLCD da quando includono dai primi anni 1980 di proteine ​​di alta qualità (ad esempio, latte, uova, o di soia). (…) Tuttavia negli Stati Uniti, dove sono stati utilizzati dexfenfluramina e fenfluramina ( farmaci dati con VLCD ndr) per periodi più lunghi che in Europa, questi farmaci sono risultati associati con la malattia delle valvole cardiache.” Ricapitolando, per la stessa medicina ufficiale il digiuno modificato o diete comunque VLCD non hanno nessun effetto collaterale e i danni al cuore ci sono solo quando si danno i farmaci anoressizzanti (che danno loro tanto per non perdere l’ abitudine a dare medicine “a prescindere”), che nel Muscle Detox ovviamente non sono contemplati. Ma non è finita qui, perchè l' incredibile caccia alla streghe verso il digiuno modificato da parte della stragrande maggioranza della comunità medica, basata su effetti collaterali che non esistono (e se ci sono la colpa è di loro stessi che danni farmaci a cavolo), ha ricevuto un altro duro colpo alla loro credibilità. Infatti nel giugno di quest' anno, la rivista “Diabetologia” ha pubblicato uno studio shock (tale solo per i dottori ovviamente...) in cui un gruppo di diabetici di tipo II, dopo 2 mesi di una VLCD, ha normalizzato tutti i parametri: insomma dopo non aveva più il diabete!



Sono andato a vedere i dettagli di questo studio, svolto dall' Università di Newcastle e in pratica si tratta di un Muscle Detox allungato, in quanto tramite un sostitutivo del pasto, i diabetici ingerivano giornalmente poca roba e cioè circa 60 grammi di carboidrati, 42 grammi di proteine, 9 grammi di grassi + tre porzioni di verdura al giorno e vitamine/minerali.
Durante i due mesi non è stato osservato nessun effetto collaterale negativo e i ricercatori (Roy Taylor e coll. dell'Università di Newcastle), hanno concluso che «Le cellule del pancreas che producono insulina nel diabete di tipo 2 sono come in sonno. Ma quando il livello del grasso nel pancreas è stato ridotto le abbiamo viste tornare completamente alla loro funzione normale. E questo è effettivamente notevole».
Tre mesi dopo l'inizio della sperimentazione e aver ripreso un'alimentazione pressochè normale (ovviamente con porzioni controllate e cibi adatti) sette degli undici pazienti erano ancora liberi dal diabete. Bisogna certamente sottolineare che, anche se diabetici, non si possono certo tenere delle persone con un cosi basso apporto di cibo per molto tempo, ma è un fatto che una malattia considerate incurabile, possa essere facilmente domata semplicemente con l' alimentazione e senza farmaci, magari appunto provando ad effettuare dei periodici periodi di Muscle Detox, alternati ad un alimentazione più normale ed efficiente come la Paleo Diet.



Insomma qualcosa di differente che dare solo farmaci ipoglicemizzanti e basta, per esempio... Secondo me, la comunità medica, sullo slancio di questo studio di “Diabetologia”, potrebbe effettuare ulteriori ricerche per cercare di risolvere il problema di una malattia che entro 20 anni conterà circa 300 milioni di persone in tutto il mondo. Ma non sarà assolutamente cosi; riporto alcuni incredibili commenti dei nostri baroni il giorno dell' uscita dello studio inglese:

  • Carlo Bruno Giorda, presidente dell’Associazione medici diabetologi: “una dieta così drastica potrebbe esser eccessiva: non credo sia realmente sostenibile come approccio terapeutico perché non è una dieta che si può seguire per sempre non è adatta a tutti i pazienti e soprattutto non sappiamo cosa accade quando poi si ritorna a mangiare normalmente».

  • «Seicento calorie al giorno sono davvero poche», ha detto a Lettera43.it Roberto Zicari, biologo nutrizionista docente dell'Università di Genova, «per fare un paragone, era la dotazione alimentare degli ebrei nei campi di concentramento nazisti». Zicari ha infatti aggiunto che una tale dieta non è adatta a tutti i soggetti, specie se già malati. «Aspettiamo di conoscere i dettagli della ricerca e in particolare della nuova dieta», ha aggiunto, «e soprattutto non dimentichiamoci che il campione preso in esame è ancora troppo ristretto per esultare».

  • Il diabetologo Massimo Massi Benedetti, della International Diabetes Federation: ''prima di poter parlare di una effettiva guarigione dei pazienti, è necessario un monitoraggio, cioè un follow-up a lungo termine, ed è anche necessario verificare gli esiti della ricerca su un campione più ampio di pazienti''. Il monitoraggio sul lungo periodo è infatti ''fondamentale - sottolinea Massi Benedetti - per comprendere se gli effetti della dieta rigida permangano nel tempo, o se altri elementi possano portare a una ricomparsa del diabete di tipo 2. Per questa ragione - conclude - il follow-up deve durare alcuni anni''.
Mi fermo qui per carità di patria, perchè ce ne sono anche altri ancora peggiori, perchè appare chiaro che guarire le malattie con l' alimentazione non ha proprio voglia nessuno. Vorrei però chiarire che non è proponibile affamare la gente per mesi, (anche perchè sarebbe assolutamente impossibile sul lungo periodo), ma estrapolare i dati scaturiti da questa ricerca ed altre sulle VLCD/digiuno modificato, per cercare magari di consigliare cicli periodici di queste strategie e migliorare salute, efficienza, maggiore massa magra, meno grasso, maggiore performance sportiva e magari malattie cronico degenerative. Ma, secondo voi, dopo aver letto gli entusiastici commenti dei nostri medici più illustri, sarà mai possibile? Qui siamo di fronte a qualcosa di inconcepibile; i medici e i nutrizionisti del mondo non consigliano il digiuno perchè gli studi dicono che fa male al cuore, ma quando vai a leggere queste ricerche tutto questo non viene riportato e anzi l' autore che avrebbe affermato dei problemi al cuore, scrive più volte esattamente il contrario e cioè che le VLCD sono assolutamente sicure. Non solo, si scopre pure che il digiuno modificato fa guarire il diabete, ma non va bene lo stesso perchè “ non è adatta a tutti i pazienti e soprattutto non sappiamo cosa accade quando poi si ritorna a mangiare normalmente”; “il campione preso in esame è ancora troppo ristretto per esultare”e“...il follow-up deve durare alcuni anni''. Infine, quando ad alcuni soggetti hanno avuto veramente problemi al cuore con le VLCD è stato solo quando proprio alcuni medici illuminati hanno dato dei farmaci: insomma siamo alla follia allo stato più puro. Comunque alle luce dei nuovi dati che ho riportato, vi propongo un versione aggiornata del programma Muscle Detox, in cui:

  • ho escluso totalmente i cibi non Paleo nei giorni di entrata e di uscita dal digiuno, per cercare di disintossicare l' organismo dalla dipendenza dal cibo ed evitare saponine e lectine che provocano permeabilità intestinale.
  • ho inserito un integratore stimolante, il GH, per enfatizzare l' importante aumento dell' ormone della crescita (fino a 5 volte di quello basale) e quindi massimizzare la perdita di grasso e il mantenimento/aumento della massa muscolare.
  • Inserimento strategico dei grassi (Olio di oliva e Omega 3) sia annullare quindi la remota possibilità di formazione di calcoli biliari, sia per mantenere attivi gli enzimi deputati all' ossidazione dei grassi, senza inficiare l' efficacia finale del programma, vista la quantità estremamente limitata.
Adesso siete proprio pronti per iniziare il vostro Muscle Detox 2.0, un programma che spingerà il vostro organismo e la vostra mente verso risultati tangibili, permettendo anche un autocontrollo personale prima impensabile. Scoprirete anche come è possibile non mangiare e nello stesso tempo sentirsi benissimo, comprendendo cosi che il cibo che ingeriamo a volte è assolutamente superfluo rispetto al vero fabbisogno.

  • Pesarsi la mattina di ogni giorno (compreso quello prima del l’inizio del digiuno), dopo essere andati al bagno.

  • Se ci sono attacchi fame, succhiare mezzo limone e bere mezzo succo di frutta con acqua. Provare anche a prendere qualche aminoacido con molta acqua.

  • L' acqua deve essere abbondante e alcalina a 9,5; utiizzare per questo le gocce alcaline Alkawater, mettendo 1-3 gocce per ogni bicchiere d' acqua. L' alcalinizzazione è fondamente nel digiuno per permettere un ottimale smaltimento delle scorie acide che vengono forzatamente prodotte con la mancanza di cibo.
Tolta la leggera attività aerobica assegnata, si deve cercare di non fare nessun sforzo fisico.
Sempre nei limiti del possibile, in questi giorni ci si dovrebbe rilassare e quindi pochi telefoni e telefonini, fax, ecc.

Giorno 0: preparazione




Giorni 1-5: i giorni del digiuno




Giorno 6: primo giorno di reintegrazione




Giorno 7: secondo giorno di reintegrazione



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Giorno 8: conclusione
Ritorno alla dieta normale, preferibilmente Paleo Diet:

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  • Very Low Calorie Diets: Their Efficacy, Safety and Future
    Thomas A. Wadden, Albert J. Stunkard and Kelly D. Brownell Ann Intern Med November 1, 1983 99:675-684;

  • The Evolution of Very Low Calory Diets: An Update and MEta-analysis FREE
    Adam Gilden Tsai and Thomas A. Wadden
    Obesity 14: 1283-1293; doi: 10.1038/oby.2006.146

  • SCOOP-VLCD Working Group. Scientific Co-operation on Questions Relating to Food:
    Directorate-General Health and Consumer Protection, European Union
    http://www.foodedsoc.org/scoop.pdf(Accessed February 24, 2006).

  • Festi D., Colecchia A., Orsini M., et al. (1998)
    Gallbladder motility and gallstone formation in obese patients following very low
    calorie diets: use it (fat) to lose it (well)
    .
    Int J Obes.22: 592–600.

  • Diabetologia - DOI: 10.1007/s00125-011-2204-7 – giugno 2011

  • Reversal of type 2 diabetes: normalisation of beta cell function in association with
    decreased pancreas and liver triacylglycerol

    E. L. Lim, K. G. Hollingsworth, B. S. Aribisala, M. J. Chen, J. C. Mathers and R. Taylor